5° Concorso Letterario Roberto Scialabba

Mandaci un racconto, una storia, una poesia, un fumetto, una vignetta. Contribuisci a mantenere viva la memoria. Rilancia i valori della democrazia, dell’impegno civile e dell’antifascismo.

loc-rob5Il silenzio, dicono, è la voce della complicità.
Il silenzio urla.
Il silenzio è il nostro messaggio,
Così come il fare nulla è un’azione.

Gridate a voce alta chi siete
in ogni parola e in ogni atto.
Sì, diventate quello che siete.
Non potete schivare il vostro essere
o la vostra responsabilità.

Voi siete le vostre azioni.
Voi siete il risultato delle vostre azioni.
Diventate il vostro messaggio.

LEONARD PELTIER, attivista statunitense per i diritti dei nativi americani.

Come partecipare al 5° Concorso Letterario Roberto Scialabba 2017

– Possono partecipare al Concorso tutte le persone a partire dall’età di 12 anni inviando un testo (racconto, poesia, vignetta, fumetto, articolo, saggio, ecc.) di una o al massimo 3 cartelle in formato PDF che tratti tematiche relative ai valori della democrazia, dell’impegno civile e dell’antifascismo, entro e non oltre le ore 14.00 di Domenica 26 Febbraio 2017 al seguente indirizzo mail: concorsoscialabba@libero.it, riportando le proprie generalità, l’anno di nascita, recapito telefonico e di posta elettronica.

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“Se comprendere è possibile, conoscere è necessario”

shoaGli articoli 1 e 2 della legge n. 211 del 20 luglio 2000 definiscono così le finalità e le celebrazioni del Giorno della Memoria: «1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. 2. In occasione del “Giorno della Memoria” di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere».

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#365giornisenzaGiulio

16295246_1371204406243777_78546050_nLettera aperta agli studenti e le studentesse del Liceo.

Un anno fa spariva Giulio.

Dopo un anno il suo volto è un’icona. Il suo nome è un grido, una richiesta di veritá e giustizia. Al suo nome tutti associamo un colore, il giallo. Il colore della sciarpa di sua madre, Paola, che lo ha dovuto riconoscere dalla punta del naso, perchè il suo corpo è stato straziato da ore di sevizie. Il suo corpo presentava dozzine di fratture, tutte le dita spezzate, molti denti rotti, numerosi tagli e bruciature, l’osso del collo spezzato.

Il giallo è il colore della campagna di Amnesty a cui abbiamo aderito come liceo. Il colore dei braccialetti per Giulio indossati da Ken Loach al festival del cinema di Cannes. Perchè la storia di Giulio non è solo una storia italiana. Nelle ultime ore è stato reso pubblico un filmato in cui si capisce che Giulio è stato vittima di qualcosa di davvero molto piú grande di lui. Io ho una zia, e forse ce l’avete anche voi, che direbbe: “ ma se fosse stato a casa sua, se non fosse andato in un posto cosí diverso da casa sua, se si fosse impicciato di meno….sarebbe ancora vivo”.

Ma mia zia si sbaglia perchè dal primo giorno in cui ho iniziato a seguire questa vicenda io ho pensato che Giulio poteva essere uno di voi, un mio alunno, oppure uno dei miei figli. E a loro, e a voi ragazzi, io cerco di insegnare ad essere curiosi e ad amare la libertá. Credo che Paola abbia sempre spinto Giulio fuori dal suo paesino, Fiumicello, in provincia di Udine e la immagino cosí orgogliosa quando suo figlio dopo aver studiato negli Stati Uniti e poi in Inghilterra aveva vinto un dottorato di ricerca in un college dell’Università di Cambridge. Un ragazzo studioso, intelligente, colto, appassionato di Medio Oriente uno di quelli che non senza retorica viene definito “ la meglio gioventù”, un figlio nostro, uno come voi. 16237712_1371204439577107_1495657385_nE per voi, non solo per lui, che dobbiamo continuare ad indossare il giallo a fianco di Paola, a chiedere veritá e giustizia per Giulio. Per far capire a persone come mia zia che noi non abbiamo paura di uscire da casa nostra perchè “la nostra Patria è il mondo intero”.

Prof.ssa Georgia Conti

Intervista a Maurizio Perna, Presidente del Golf Club Archi di Claudio

golfJose Guerra: Da quanto esiste questo circolo di golf e chi ha avuto l’idea di crearlo?

Maurizio Perna: Il circolo esiste dal 2003. Prima esistevano un paio di buche e si chiamava Appio Claudio. Una ventina di soci hanno avuto l’idea di ampliarlo. Così dopo qualche anno abbiamo modificato il contratto d’affitto del terreno con il Principe Gaetani. Infatti il parco non è suolo pubblico ma è di proprietà dei Gaetani che ci hanno dato in concessione un altro pezzo del parco cosi da creare le definitive 9 buche. Quindi si partì da circa 27 soci per aumentare ogni anno, fino agli odierni 500 soci.

J.G.: Il golf è uno sport costoso? E quanto si ricava da questa attività?

M.P.: Abbiamo provato che il golf non è uno sport costoso: la prima quota associativa era di 300 euro l’anno e oggi non supera i 650. Il golf è inoltre occasione di lavoro, infatti abbiamo sette persone stipendiate regolarmente, più quattro persone al bar-ristorante, tre maestri e altri collaboratori. Abbiamo cosi formato una piccola azienda.

J.G.: Per quanto riguarda le regole, dopo quanto un principiante può cominciare a giocare?

M.P.: Il golf è uno sport complesso sia per il gioco sia per le regole. Per i ragazzi è un compito più semplice. Più o meno dopo un anno il gioco diventa più pratico e si può andare in campo con una certa sicurezza.

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Svolta nel caso Cucchi: per la Procura fu omicidio preterintenzionale

ilaria

Ilaria Cucchi e l’Avvocato Anselmo

“I carabinieri sono accusati di omicidio, calunnia e falso.
Voglio dire a tutti che bisogna resistere, resistere, resistere. Ed avere fiducia nella giustizia.
Ma devo dire grazie soprattutto a questa persona.” Ilaria Cucchi

Stefano Cucchi fu ucciso dai carabinieri che lo avevano in custodia. «Calci, pugni, schiaffi»: pestato a sangue, tanto da provocargli la morte sei giorni dopo in ospedale (il 22 ottobre del 2009).
Dopo otto anni, la procura di Roma chiude l’inchiesta bis sulla morte del giovane (aperta nel 2014) e riconosce ai tre militari che lo arrestarono – Alessio Di Bernardo, Raffaele D’Alessandro e Francesco Tedesco – l’omicidio preterintenzionale. Una sentenza che ribalta l’ipotesi della morte per epilessia, ritenuta dall’accusa del tutto infondata, stabilendo un nesso di causa-effetto tra le percosse e il decesso di Stefano.

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Chi era il linguista Tullio De Mauro?

tullioLinguista e filosofo del linguaggio, nato a Torre Annunziata, Napoli, il 31 marzo 1932. Allievo di A. Pagliaro, ha insegnato nelle università di Napoli, Chieti, Palermo e Salerno. Dal 1974 è ordinario di Filosofia del linguaggio all’università di Roma ”La Sapienza”. Tra i fondatori della Società di linguistica italiana, ne è stato presidente dal 1969 al 1973. Dopo i primi contributi nel campo dell’indoeuropeistica, si è dedicato alla linguistica generale, fra l’altro con un ampio commento storico-interpretativo a F. de Saussure, Cours de linguistiquegénérale, poi tradotto in varie lingue, e con numerosi studi di semantica teorica e storica. In questo settore ha inteso raccordare la ricerca linguistica a presupposti di ordine semiotico, provvedendo una classificazione tipologica dei codici e un’originale concezione delle peculiarità delle lingue storico-naturali.

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L’antica ferrovia Roma-Frascati

antica-ferrovia-roma-frascatiIl treno, con i suoi agi di tempo e i suoi disagi di spazio, addosso la disusata curiosità per i particolari, affina l’attenzione per quel che si ha attorno, per quel che scorre fuori dal finestrino.”

Uno dei paesaggi più affascinanti e caratteristici che si possa osservare percorrendo idealmente l’antico tragitto della linea ferroviaria Roma-Frascati è Via Lemonia. Una Via del quartiere Appio Claudio caratterizzata da una ricca presenza di antichi acquedotti romani, situati nel Parco degli Acquedotti.

L’inaugurazione della prima ferrovia papale avvenne nel 1856 con Papa Gregorio XVI e alla sua morte si occupò della ferrovia il Papa Pio IX. L’idea di tale costruzione nello stato della Chiesa, la quale riteneva che quest’innovazione avrebbe arrecato ulteriori danni all’arretrata economia e cosi fu, infatti la Chiesa fu costretta ad indebitarsi per via dei prestiti chiesti a importanti famiglie del’epoca.

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