La rivolta Gialla

Il nome “Gilet Gialli” è sulla testata di molti giornali francesi da più di un anno, questo movimento partendo dal basso è riuscito ad arrivare allo stesso Macron. La protesta è nata sui social per contestare l’aumento del prezzo del carburante, i cittadini sono scesi per la prima volta in piazza il 17 novembre 2018 indossando il giubbotto giallo, generalmente utilizzato in caso d’incidente d’auto, per rivendicare considerazione da parte del governo. Il movimento è nato dall’azione di una donna fino a poco tempo prima sconosciuta, Jacline Mouraud, quando ha postato sul suo profilo un video intervista a Macron che ha riscosso un gran successo. Jacline nell’intervista ha chiesto a Macron quando il prezzo della benzina avrebbe smesso di crescere. È stata la miccia! I Gilet Gialli non hanno contrastato solo le imposte sempre più alte sulla benzina, ma in generale l’alto costo della vita.

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Ombrelli a ciel sereno

Con riferimenti a “Joker” e “Casa De Papel”

Hong Kong è una città del Sud-Est della Cina entrata a far parte di quest’ultima nel 1997, precedentemente apparteneva all’Inghilterra. Seppur ora la città è sotto la bandiera della Repubblica Popolare Cinese, essa mantiene in parte l’autonomia. Fin da quell’anno la Legge fondamentale di Hong Kong si basa sulla legge inglese e quindi, in generale, Hong Kong gode di un alto livello di libertà civili. Il governo di Hong Kong rispetta, in generale, i diritti umani dei cittadini, anche se rimangono aperte alcune questioni fondamentali. Vi sono però preoccupazioni per quanto riguarda la libertà di riunione che è stata limitata da un’ordinanza pubblica. La polizia è stata talvolta accusata di usare la mano pesante nei confronti dei manifestanti. Per quanto riguarda il diritto alla privacy, una certa sorveglianza rimane la principale preoccupazione. Vi è una mancanza di protezione per gli omosessuali, a causa della mancanza di una legge contro la discriminazione sull’orientamento sessuale, anche se al momento non vi sono leggi che criminalizzano l’omosessualità di per sé. Vi sono anche critiche riguardo a una mancanza di tutela per i diritti dei lavoratori. La censura di Internet a Hong Kong opera sotto diversi principi e regole della Cina continentale. L’accesso ad Internet in Cina è garantito solo mediante un’analisi identificativa del viso ciò annulla totalmente l’anonimato.

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Libano in rivolta: situazione e moventi

Rivolta pacifica a Beirut per la tassa di WhatsApp

È ormai da metà ottobre che in Libano non si fermano le proteste e le manifestazioni della popolazione contro il governo. Svariate sono le ragioni, tra cui il tentativo di aumentare alcune tasse e anche l’inserimento di nuove come la tassa di 20 centesimi per ogni chiamata internet, comprese le chiamate via Whatsapp (tassa fortunatamente poi annullata). Anche l’assenza di un governo e di un primo ministro contribuiscono all’intensificazione di queste proteste: infatti dopo le varie pressioni da parte della popolazione, il 29 ottobre il primo ministro Saad-al-Harir ha annunciato le sue dimissioni e da allora il paese è senza un governo stabile. Attualmente proprio per la mancanza di un governo sono state bloccate dai manifestanti alcune riunioni del parlamento poichè ritenute anticostituzionali. Il primo ministro non si è però ritirato definitivamente dalla vita politica e ha annunciato la volontà di ritornare primo ministro a condizione di poter creare un governo tecnico formato da specialisti in grado di risolvere i problemi economici del Libano.

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L’Urlo di Teresa riparte per una nuova stagione d’informazione

Riparte la nuova stagione di approfondimenti, inchieste, ricerche, informazioni e riflessioni de L’Urlo di Teresa. Il giornale del Liceo Gullace.

La prima riunione della redazione 2019/2020 è entrata subito nel vivo della discussione rispetto alla scelta del tema che sarà affrontato, sotto diversi punti di vista, nel prossimo numero del giornale. È apparso come un vero e proprio bisogno dei ragazzi e delle ragazze approfondire e indagare i numerosi conflitti scoppiati recentemente in tutto il mondo per la difesa della democrazia e della libertà.

Si partirà dalle scioccanti immagini dei bombardamenti in Rojava operati dell’esercito turco nei confronti della popolazione curda per ripercorrere la storia e il dramma di un popolo senza stato che conta oltre 40 milioni di persone divisi fra Iraq, Turchia e Siria. Sarà approfondita anche la questione del confederalismo democratico, programma politico sviluppato da Abdullah Ocalan, leader del Partito dei Lavoratori del Kurdistan, sulle basi del municipalismo libertario e dell’ecologia sociale.

Dalla Siria ci sposteremo in Catalogna, dove lo sciopero generale indetto nella regione per contrastare le condanne dei leader dell’indipendenza, ha raggiunto numeri impressionanti con tre cortei in marcia per tre giorni consecutivi dalle maggiori città della Catalogna in direzione di Barcellona. In questo caso si approfondirà il senso e le potenzialità della disobbedienza civile, praticata dai cittadini catalani.

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Addio caro Mario!

Ieri 4 giugno 2019 ci ha lasciati uno degli ultimi figli di Teresa Gullace Talotta.

Teresa venne barbaramente uccisa dai tedeschi il 3 marzo 1944 mentre tentava di parlare con il marito prigioniero nel carcere di viale Giulio Cesare.

Gli studenti, i docenti e tutto il personale della nostra scuola si commuovono al suo ricordo.

Codice 34A

“Non è facile riuscire a trovare e imbrigliare quel buco”

(S. Hawking)

Il 10 Aprile 2019 un gruppo di ricerca dell’Event Horizon Telescope (EHT), ha svelato la prima prova visiva diretta mai ottenuta di un buco nero. Dall’osservazione di questa foto nasce il racconto pubblicato in queste pagine, preceduto da una breve presentazione.

 Il racconto Codice 34 A

L’allarme 34 A risuona in un pianeta che per una volta non è il nostro, per una volta non siamo noi a dover affrontare un problema improvviso che mette a repentaglio la sicurezza di una civiltà a noi ignota. Una svolta che rompe gli equilibri della vita sul piccolo e monotono pianeta di Arvan, in fondo non molto diverso dal nostro. Molto simile è infatti la reazione che hanno gli abitanti di Arvan alla notizia che gli umani hanno intuito che ci possano essere altre forme di vita nel grande Universo. Anche se con la pelle fucsia, i capelli verdi e le loro innovazioni tecnologiche gli arvaniani sembrano alquanto sorpresi dalla diversità del nostro aspetto fisico e dalle nostre abitudini. Si potrebbero quindi elencare numerose differenze tra noi e loro, ma c’è sempre una cosa che accomuna tutti: la paura dell’ignoto. Beh, adesso sta a voi scoprire chi vincerà questa grande  battaglia per il dominio dell’Universo.

Virginia Villanacci e Mariarosa Napoleoni I D

 Codice 34 A

L’allarme lampeggia rosso dalla torre di controllo. Il suono assillante interrompe la tranquillità che regnava nella città allarmando tutti i suoi abitanti. Una voce riecheggia dagli speaker sparsi nelle case: “Tutti si radunino alla torre di controllo. Non è un’esercitazione. Tutti i Cercatori all’ufficio del sovrano. Ripeto non è un’esercitazione”. E mentre si udiva questo in tutta la regione, mi preparo a raggiungere l’ufficio del sovrano; il lavoro da Cercatore non è difficile, lo si è dalla nascita, ma quando un allarme del genere 34 A suona non si sa mai cosa si ritrova nell’ufficio del sovrano. Corro per le strade incontrando arvaniani che fuggono in preda al panico.

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Enrico Mattei: un benefattore per l’Italia e per i paesi produttori di petrolio

Nell’articolo riguardo le trivellazioni nell’Adriatico è stato accennata la relativamente recente innovazione del metano rispetto al  petrolio, che ha portato enormi benefici a livello ambientale: l’ideatore di questa rivoluzione è Enrico Mattei, il quale ha intuito il potenziale del metano e ha deciso di vendere quella grande parte di metano che produceva, tramite le trivellazioni, alle centrali elettriche italiane anziché bruciarlo. Il positivo effetto ambientale che è stato ricavato era però secondario per Mattei, più interessato ai benefici economici per l’Italia, tra cui la riduzione dei costi per la produzione dell’energia e una compravendita di materie prime all’interno dell’Italia e quindi basati sulla lira (evitando così lo scambio internazionale che era svantaggioso per l’evidente debolezza della valuta rispetto al dollaro) Gli obbiettivi di Mattei erano quello di creare un’indipendenza economica italiana e quello di eliminare il pregiudizio riguardo la pigrizia degli italiani. Per queste ragioni infatti l’intervento di Mattei era concentrato al sud dell’Italia: le regioni del nord avevano una predominanza economica e usavano quelle regioni per avere manodopera a basso costo e  vi era anche un’assenza di attrezzature e tecnologie adeguate per lo sfruttamento del sottosuolo. Ma gli interventi di Mattei non si fermarono in Italia: egli infatti fece svariati contratti  con i paesi produttori di petrolio che garantivano non solo un maggiore guadagno per quei paesi, ma anche la fornitura di attrezzature, personale e conoscenze per lo sfruttamento autonomo del loro sottosuolo, diminuendo il vantaggio delle multinazionali che prima usavano questa mancanza di risorse come un vantaggio : ad esempio stabilivano con il paese produttore un guadagno del 50% ciascuno sui profitti.

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