Ciao caro Giuliano!

Gli studenti e i doceti del Liceo Gullace ricordano con profonda commozione il giornalista dal grande cuore e rigoroso impegno politico. Ciao Giuliano Prasca!

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La Sea Watch: un caso umanitario

Negli ultimi giorni si è parlato molto di una questione che ha fatto discutere l’Europa: il caso Sea Watch.

La nave tedesca Sea Watch 3 ha soccorso Sabato 19 Gennaio 49 persone, stipate in un barcone, nei pressi delle acque internazionali, di fronte alla Libia. Per evitare mareggiate e condizioni metereologiche difficili, si è diretta , al riparo vicino alla costa catanese.  In seguito le è stata negata la possibilità di sbarco dal governo italiano, costringendo i profughi per giorni all’interno dell’imbarcazione in condizioni più che difficili.

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La soluzione finale

Nella giornata del 20 gennaio del 1942, durante la conferenza di Wannsee, il capo delle ss Heinrich Himmler, propose la soluzione finale, un piano di sterminio totale della “razza ebraica”. Già  da prima vi era un forte antisemitismo, sviluppato in diverse fasi: inizialmente furono esclusi dalla vita pubblica e furono quasi costretti all’emigrazione dalla Germania, in seguito furono esclusi dalla vita lavorativa e infine, per via di una campagna antisemitica, cominciarono ad essere esclusi anche dalla vita sociale. Il primo atto di discriminazione ufficiale furono le leggi di Norimberga promulgate nel 15 settembre del 1935, leggi che cercavano di discriminare scientificamente la “razza ebraica”  basata sulla religione e sulla quantità di nonni ebrei. Il secondo grande evento antisemita avvenne nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1938 quando le ss, che agivano in borghese, realizzarono un pogrom (atto di violenza popolare contro le persone di religione ebraica) in tutta la nazione uccidendo circa 400 persone. Questo evento è chiamato” La notte dei cristalli” per via del fatto che sono state rotte tutte le finestre dei negozi ebraici.

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IL VIAGGIO DELLA ST.LOUIS NON E’ MAI FINITO

Il 13 Maggio 1939 una nave da crociera tedesca, la St.Louis, salpa da Amburgo verso l’Avana, Cuba.

Il capitano è Gustav Schroeder, che tenta con tutto se stesso di salvare i 937 passeggeri, ebrei messi in fuga dalle persecuzioni messe in atto dal Terzo Reich nei loro confronti. Ma, dopo due settimane di viaggio, viene concesso lo sbarco solo a 28 di loro.

Il presidente cubano Laredo Bru’ non vuole fomentare i tanti focolai xenofobi e antisemiti che si erano formati anche lì contro gli “ebrei comunisti”, sebbene la sua scusa ufficiale è quella dei visti scaduti. In realtà le 937 persone a bordo del transatlantico sanno fin dall’inizio cosa li aspetti oltreoceano, ma tutto è meglio che rimanere in Germania.

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Berlino non dimentica

A cosa servono i memoriali di Berlino? Perché sono stati costruiti?

Questi memoriali sono la dimostrazione di quanto la Germania sia un Paese che invece di dimenticare tutto l’orrore che ha caratterizzato il periodo nazista, lo porti continuamente alla memoria con la speranza che non si ripeta mai più una cosa simile.

I memoriali alle vittime dell’olocausto sono tre: il memoriale agli omosessuali, ai sinti e ai rom e agli ebrei.

Per quanto riguarda gli omosessuali, le persecuzioni non finirono con la fine della dittatura nazista ma continuarono anche oltre la fine della seconda guerra mondiale; infatti dopo la divisione della Germania, in  est ed ovest, gli omosessuali continuarono ad essere perseguitati e uccisi fino al 1968 ad est e fino all’anno successivo ad ovest.

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Campo scuola a Weimar

Quella di Weimar è stata una di quelle esperienze che difficilmente si dimenticano per quello che ha rappresentato per tutti noi che lo abbiamo vissuto da protagonisti. Lasciando perdere per un attimo il significato storico che ha avuto in passato questa piccola cittadina nei pressi di Berlino, questo campo scuola ha assunto un valore e un’importanza per lo più umana.  Solo chi lo vive in prima persona sa quanto possa essere bello trascorrere giorni insieme ai compagni di scuola. Si impara a conoscerli meglio, più che seduti insieme sui banchi per sei ore. È anche questo l’aspetto che rende gli eventi indimenticabili e che, inevitabilmente, ti cambiano.

Indimenticabile è stata, per esempio, l ‘emozione provata all’ entrata del campo di concentramento di Buchenwald quando tutti ci siamo guardati increduli pensando a quanto orrore si fosse verificato proprio li davanti ai nostri occhi e sotto i nostri piedi. Forse non eravamo pronti ad assistere a tutto ciò, ma insieme siamo riusciti a darci forza l’un l’altro attraverso semplici sguardi.

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Riflessioni sulla visita al Campo di concentramento di Auschwitz

La visita ha lasciato in noi delle sensazioni molto forti, ed ha suscitato delle riflessioni su alcuni aspetti principali.

Quello che noi crediamo fondamentale é il totale annullamento della dignità umana che si verificava all’interno dei campi. Chi entrava veniva privato di ogni diritto e si trovava a vivere in condizioni estreme.

La dignità veniva annullata già dal primo momento, quello della scelta, in seguito alla quale tanti, giudicati in pochi secondi, venivano mandati a morte per presunte incapacità fisiche.

Le condizioni di vita erano terribili: scarseggiava il cibo, gli spazi erano costantemente sovraffollati, si soffriva il freddo d’inverno e talvolta il caldo d’estate.

La situazione era dura per tutti ma ciò che più ci ha fatto pensare é ciò che dovevano sopportare donne e bambini.

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