Categoria: arte e cultura

“IL PARTIGIANO JOHNNY”

Il film “Il partigiano Johnny”, tratto dall’omonimo romanzo di Beppe Fenoglio e diretto dal regista Guido Chiesa, fa la sua comparsa sul grande schermo nel 2000. I ruoli principali sono interpretati da Stefano Dionisi (Johnny), Claudio Amendola (Comandante Nord), Alberto Gimignani (Comandante Biondo), Andrea Prodan (Pierre) e Fabrizio Gifuni (Ettore).

Il film è ambientato nel settembre del 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale, ad Alba: luogo nel quale il protagonista si rifugia dopo aver  disertato l’esercito a Roma. A seguito della morte di un caro amico, decide di prendere parte alla resistenza unendosi ad un gruppo di partigiani comunisti, i “Rossi” guidati da Biondo, per poi aggregarsi alla formazione degli “azzurri” comandati da Nord, in seguito alla disgregazione dei “Rossi”, e l’incontro del suo vecchio amico Ettore, in seguito condannato a morte, nell’ inverno del 1944.

Continua a leggere

Annunci

IPAZIA: una donna per la libertà

Ipazia fu matematica,astronoma e filosofa,esponente del neoplatonismo. Fu stuprata e massacrata da una folla di monaci cristiani a causa della pericolosità del suo insegnamento, della sua rivendicazione della libertà di religione e di pensiero.

Ma soprattutto perché donna.” Gianrico Carofiglio

Ipazia è ricordata come “Martire della libertà di pensiero”, dedicò la sua vita allo studio della matematica e dell’astronomia seguendo in questo le orme del padre, già rettore dell’Università di Alessandria.

Non era dunque estranea ad un certo clima culturale.

Continua a leggere

Mai più complici- Note di regia a cura della Prof.ssa Patrizia Camilli

La struttura drammaturgica del testo “Mai più complici” nasce come un vero e proprio intarsio di interventi coreografici, lirici e documentali del Progetto “Mai più complici;” trattasi infatti, di un tessuto audio-visivo ampio ed articolato elaborato dai ragazzi del liceo in una confluenza dinamica di espressioni critiche ed estetiche del fenomeno della violenza di genere, frutto delle loro ricerche demo-antropologiche nel territorio del VII Municipio di Roma guidate dalle rappresentanti dell’Associazione culturale “Se non ora quando – Libere” e dal coordinamento delle docenti del Liceo Teresa Gullace Talotta in collaborazione con la redazione de L’Urlo di Teresa.

Il percorso narrativo si articola partendo dalla pubblicazione della Convenzione di Istanbul dell’11 maggio del 2011. In un quadro d’insieme si descrivono via via le diverse tipologie di struttura famigliare presenti nella nostra società, da quella tradizionale, più costrittiva e punitiva, propria dei prima anni del dopoguerra e ancor prima, con il suo mondo cristallizzato di modelli e costumi locali, sino agli anni settanta e più oltre dove la piccola comunità è fortemente segnata dalla figura dominante del padre e dalla sottomissione della madre e della prole, in un dinamismo interno chiuso e claustrofobico e, per attraversamento temporale degli ultimi vent’anni,

Continua a leggere

Due donne….due storie di violenza

Dal martirio alla santificazione: la Passione di santa Cristina.

L’agiografia cristiana nel suo universo letterario e devozionale presenta un’infinità di casi di martìri e violenze perpetuati su giovani donne. Una delle figure femminili sicuramente più commuoventi dell’universo folklorico e popolare fu Cristina di Bolsena conosciuta dai più come Santa Cristina da Tiro, una giovanetta che subì una tremenda condanna a morte preceduta da indicibili torture. Secondo gli agiografi più qualificati del mondo cattolico ortodosso, la sua vicenda umana viene collocata intorno al III-IV sec. d.C durante il Principato di Diocleziano, ma il racconto della Passione di Santa Cristina Vita et Passio Sanctae Christinae virginae et martyris- Alphanus Salernitanus- MIGNE PL 147 coll. 1269-1282 è datata intorno all’XI secolo e presenta al suo interno varianti d’autore (fonti del VI sec.) come attestano biografi e studiosi del tempo.

Della sua storia dolorosa l’agiografia tardo medioevale narra che a soli undici anni fu costretta dal padre Urbano, prefetto della città a subire un terribile internamento in una torre, perché accusata di aver abiurato la religione di stato per il cristianesimo. Dopo un lungo periodo di isolamento venne condotta in carcere dove subì flagellazione, la ruota infuocata ed infine la violenza carnale.

Continua a leggere

Conoscere il proprio territorio

Prosegue la collaborazione fra la redazione dell’Urlo di Teresa e la Biblioteca Interculrturale Cittadini del Mondo, sita in viale Opita Oppio 45 nel quartiere Quadraro.

Mercoledì 14 Marzo saremo ospiti durante l’incontro: “Sovversive ad honorem. Storie di donne che per impegno sociale, sindacale o semplicemente opposizione al regime fascista subirono una reazione che andò ben oltre il semplice controllo politico.”

L’iniziativa è inserita all’interno dell’evento “Conoscere il proprio territorio”: percorsi tra storia, memoria e letteratura che si svolgeranno ogni secondo e quarto mercoledì del mese in biblioteca, da Gennaio a Maggio.

Venerdì 9 Giugno ore 21: la Piccola Orchestra Teresa Gullace presenta lo spettacolo “Acque”

Venerdì 9 Giugno 2017 alle ore 21.00 la “ Piccola Orchestra Teresa Gullace” presenta lo spettacolo “ACQUE”, con musica composta e diretta dal maestro PAOLO DAMIANI e la regia della Prof.ssa Patrizia Camilli. Performers: Camilla Piselli, Francesco Attura, Eva Nizi, Rebecca Massimini, Adele Dito, Nicole Vanni. Voci della memoria: Ossama El Oukili, Yasmin Mansour, Alì, Edris, Nur, Khadim. Collaborazione tecnica alla regia: Marina Lombardo. Organizzazione evento Prof.ssa Laura De Fulgentiis. Collaborazione tecnica Prof.ssa Maria Trisciuzzi e redazione L’Urlo di Teresa. L’iniziativa è patrocinata dal VII Municipio.

Lo spettacolo “Acque” è una produzione del Liceo Statale Teresa Gullace Talotta, siete tutti invitati a partecipare.

 

 

Note di regia della Prof.ssa Patrizia Camilli

Acque è un atto unico il cui tema è la migrazione di popoli. La narrazione lirico-musicale parte dal film etnografico Wodaabe Herdsmen of the sun di W. Herzog. Il film venne registrato nel 1989 nel Sahel durante la festa Gerewol alla fine della stagione delle piogge, in settembre. Giovani fulani *prossimi al matrimonio, sono intenti in una danza di corteggiamento Yaake. Questo rito di straordinaria bellezza ed eleganza presiede al nostro ultimo lavoro. Infatti, pur trattando il tema delle migrazioni, “Acque” vuole incastonare all’immagine della sofferenza del viaggio e del naufragio, la grazia e la profondità del rito ancestrale del matrimonio, segni e gesti antichi di popoli stanziali e migratori rapiti nella danza estatica d’amore, un intarsio estetico e cinetico davvero di rara bellezza che può rappresentare la memoria di molti altri popoli della terra . Per questo, alla lettura drammatica affidata alle voci di Ossama, Yasmin, Alì, Edris, Nur, Khadim che raccontano storie e esperienze vissute di viaggi, fortune,incontri fugaci tra centri di accoglienza e stazioni ferroviarie…lunghe attese incompiute, promesse di asilo mai più rinnovate, perdite e incontri tra acque e terre di nessuno; accompagneremo con la musica diretta dal maestro Damiani, immagini e movimenti coreografici simultanei,tentando di rinnovare la memoria dell’esistenza di chi è ancora “lì” nella terra delle madri, in una sorta di contrazione e dilatazione del respiro in un’eternità immutabile, e chi, lasciandola, quella terra, si avvolge nella “nuova” in un richiamo “io sono qui, ora!”.

Tutto questo sarà il nostro contrappunto di speranza, la chiave, la risposta al sorriso divino che illumina il volto del danzatore wodaabe,”pastore del sole” e i volti, i tanti volti cosparsi di salsedine e polvere.

I testi recitati dai performers sono tratti dalla preghiera laica di Erri De Luca “Mare nostrum” Quattro versi in greco antico sono tratti dalla tragedia Persiani di Eschilo- coro vv 275.

*I Wodaabe (o Bororo) sono una sub-etnia appartenente al popolo dei Fulani e vivono una vita nomade nell’Africa centrale. 

 

L’autre : il problema. Per un piccolo saggio in ricordo di Tzvetan Todorov

Il 7 febbraio ci ha lasciato il grande intellettuale bulgaro-francese:Tzvetan Todorov.

Nel rileggere il saggio La conquête de l’Amérique. La question de l’autre. Edizioni Seuil 1982; in virtù dei miei studi letterari, tento una riflessione su alcuni punti fondamentali del suo pensiero storico-antropologico riferiti al paradigma e al sintagma comunicativo. A parer mio, la ricerca storica ed antropologica dello studioso sulla questione ibero-messicana, dal 1492 in poi, potrebbe includere, attraverso un’attenta riflessione critica, e perché no? geo-economica, l’analisi del fenomeno “pericoloso”(sic!) dei flussi migratori, le conseguenti derive discriminanti e xenofobe nei diversi gruppi sociali e parallelamente, comprendere meglio l’attuale crisi politico economica del mondo occidentale verso alcuni paesi africani e del medioriente.

L’altro, l’autre, secondo Todorov, è il rappresentante del pericolo tout court, è il destabilizzatore degli equilibri politico-economici della civiltà occidentale“conquistati”con “tanta fatica” attraverso singolari imprese di dominio culturale e religioso.

Continua a leggere