Categoria: libertà

Lettera alle donne un tempo detenute del San Michele

La donna imprigionata, impotente, serva: forse nel carcere si realizza un piano diabolico che fa della solitudine e del silenzio, fisico e non solo mentale, le sue armi più pervasive di oppressione. Nell’affrontare con i ragazzi e le ragazze il tema della violenza maschile sulle donne, oggetto di questo numero dell’Urlo di Teresa, mi sono reso conto che non ne avremmo potuto parlare e scrivere in modo retorico e scontato: i ragazzi e le ragazze dell’Urlo non lo avrebbero accettato. Sono stufi delle storie di cronaca nera, dei drammi, degli stereotipi perché hanno capito che dietro a determinati messaggi c’è nascosto un secondo fine. Donne che se la sono cercata, donne troppo belle o generose, donne insoddisfatte e perciò punite, migranti inferiori a caccia delle nostre donne. Lo sforzo più difficile è demolire questi pregiudizi come quelli che immagino colpiscano voi, donne a cui è stata tolta la libertà.

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Che cosa è il razzismo e i diversi tipi di razzismo nel mondo

“Io vengo dalla luna; Che il cielo vi attraversa; E trovo inopportuna; La paura per una cultura diversa; Che su di me riversa; La sua follia perversa; Arriva al punto; Che quando mi vede sterza”
Caparezza – Io vengo dalla luna

In questa canzone il cantante pugliese denuncia l’idea del razzismo e lo fa in un modo molto esagerato e sofisticato prendendo come esempio un individuo totalmente estraneo alla nostra natura, infatti il personaggio descritto non ha solo il paese diverso dal nostro ma ha persino il corpo celeste e, di conseguenza, appartiene ad un’altra cultura.
E’ sorprendente pensare che questo pezzo è stato scritto nel 2006 ed è ancora attuale.
Ma cosa è realmente il razzismo?
Il razzismo è un modo di pensare l’umanità, sempre esistito, che consiste nel dividere quest’ultima in razze superiori e razze inferiori, senza un motivo logico; con conseguente dominanza dei primi sui secondi.
Il razzismo il più delle volte si manifesta quando in un paese si manifesta una forte crisi economica e un politico, il famoso populista o demagogo, proclama una risoluzione semplice ad un problema complesso schierandosi totalmente contro una parte popolazione di diverso colore.

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Yusra Mardini, baluardo dei rifugiati

Yusra Mardini è una nuotatrice siriana che, dopo essere fuggita dal suo paese a causa della guerra civile è riuscita a gareggiare alle Olimpiadi del 2016 nella squadra degli atleti rifugiati. Originaria di Damasco, si vede costretta a partire con sua sorella maggiore Sarah (anche essa nuotatrice) dopo che la sua casa viene rasa al suolo da un bombardamento. Dopo essere arrivata in Turchia con un camion tenta la traversata del mar Egeo che si interrompe perché il barcone viene scoperto dalle autorità. Tenta nuovamente la traversata su un misero gommone con a bordo 20 persone che nei pressi dell’isola di Lesbo inizia ad imbarcare acqua… nessuno dei passeggeri sa nuotare tranne lei, sua sorella e altre due persone. I quattro scendono nell’acqua gelida e spingono il gommone per tre ore e mezza fino a portarlo alla riva salvando tutti i passeggeri. Successivamente procede il suo viaggio attraversando i Balcani a piedi e poi in treno fino a raggiungere la Germania dove viene accolta con lo stato di rifugiata.

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#365giornisenzaGiulio

16295246_1371204406243777_78546050_nLettera aperta agli studenti e le studentesse del Liceo.

Un anno fa spariva Giulio.

Dopo un anno il suo volto è un’icona. Il suo nome è un grido, una richiesta di veritá e giustizia. Al suo nome tutti associamo un colore, il giallo. Il colore della sciarpa di sua madre, Paola, che lo ha dovuto riconoscere dalla punta del naso, perchè il suo corpo è stato straziato da ore di sevizie. Il suo corpo presentava dozzine di fratture, tutte le dita spezzate, molti denti rotti, numerosi tagli e bruciature, l’osso del collo spezzato.

Il giallo è il colore della campagna di Amnesty a cui abbiamo aderito come liceo. Il colore dei braccialetti per Giulio indossati da Ken Loach al festival del cinema di Cannes. Perchè la storia di Giulio non è solo una storia italiana. Nelle ultime ore è stato reso pubblico un filmato in cui si capisce che Giulio è stato vittima di qualcosa di davvero molto piú grande di lui. Io ho una zia, e forse ce l’avete anche voi, che direbbe: “ ma se fosse stato a casa sua, se non fosse andato in un posto cosí diverso da casa sua, se si fosse impicciato di meno….sarebbe ancora vivo”.

Ma mia zia si sbaglia perchè dal primo giorno in cui ho iniziato a seguire questa vicenda io ho pensato che Giulio poteva essere uno di voi, un mio alunno, oppure uno dei miei figli. E a loro, e a voi ragazzi, io cerco di insegnare ad essere curiosi e ad amare la libertá. Credo che Paola abbia sempre spinto Giulio fuori dal suo paesino, Fiumicello, in provincia di Udine e la immagino cosí orgogliosa quando suo figlio dopo aver studiato negli Stati Uniti e poi in Inghilterra aveva vinto un dottorato di ricerca in un college dell’Università di Cambridge. Un ragazzo studioso, intelligente, colto, appassionato di Medio Oriente uno di quelli che non senza retorica viene definito “ la meglio gioventù”, un figlio nostro, uno come voi. 16237712_1371204439577107_1495657385_nE per voi, non solo per lui, che dobbiamo continuare ad indossare il giallo a fianco di Paola, a chiedere veritá e giustizia per Giulio. Per far capire a persone come mia zia che noi non abbiamo paura di uscire da casa nostra perchè “la nostra Patria è il mondo intero”.

Prof.ssa Georgia Conti

I concetti di base del sistema dell’informazione

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Che cos’è la “stampa”?

Per analogia con il processo di produzione di fogli di carta sui quali vengono impressi caratteri alfanumerici con l’uso di mezzi meccanici, per “stampa” oggi si intende, con una sola parola, tutto il sistema che produce informazione.

Quindi sono “stampa” i giornali (quotidiani e periodici); le stazioni radio e televisive; i prodotti digitali e telematici d’informazione (nel web o nei social network). Come si vede bene: dai tempi di Johannes Gutenberg (il tedesco che nel 1455 – per primo in Occidente – stampò un libro con caratteri mobili), molta acqua è passata sotto i ponti e molte cose sono cambiate.

Evidentemente ogni specifico genere di “stampa” – dipendentemente dalla tecnologia utilizzata per realizzarlo – ha caratteri peculiari che ne condizionano la forma e la distribuzione. Che un giornale di carta sia un oggetto diverso da un sito web è, ai nostri occhi del XXI Secolo, palese. Che necessiti di un luogo perché, in quanto merce, venga distribuito e acquistato è altrettanto ovvio. In altre parole: i giornali di carta si comprano dal giornalaio (ma anche al supermercato, ormai); i siti internet si consultano con il computer (o con uno smartphone); “radio” e “tv” sono diventati sinonimi degli elettrodomestici che ne permettono la fruizione.

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