Categoria: diritti

“Mai più complici-Libere”- La verità è lo strumento più potente che possediamo.

Agli ultimi Golden Globe, i premi che precedono gli Oscar, le attrici, e non solo loro, hanno deciso di presentarsi con un abito nero in segno di lutto. Lutto per la quantità di umiliazioni, molestie, prevaricazioni, sfruttamento, abusi sessuali che subiscono e per la differenza con cui ancora oggi vengono retribuite le donne rispetto agli uomini in qualunque settore lavorativo. Il caso Weinstein ha fatto saltare il tappo su un problema enorme che riguarda l’intero universo femminile. Le donne che lavorano nello spettacolo, dalla diva alla montatrice, hanno scritto una lettera indirizzata a tutte le “sorelle” che svolgono lavori più oscuri: operaie, segretarie, commesse infermiere, ricercatrici universitarie invitandole a ribellarsi. Per aiutarle stanno costituendo un fondo che possa sostenerle nelle cause contro chi le ha oppresse e le ha ricattate.

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FEMEN: L’INCHIESTA

FEMEN è un movimento femminista di protesta ucraino fondato a Kiev nel 2008. Il movimento è divenuto famoso, su scala internazionale, per la pratica di manifestare mostrando i seni contro il turismo sessuale, il sessismo e altre discriminazioni sociali. Alcuni degli obiettivi del movimento sono “incrementare le capacità intellettuali e morali delle giovani donne in Ucraina”, “ricostruire l’immagine dell’Ucraina, un paese dalle ricche opportunità per le donne” e modificare l’immagine dell’Ucraina all’estero da meta di turismo sessuale a paese democratico.

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La violenza di genere dentro e fuori le mura domestiche

La violenza di genere è un problema che esiste da sempre ma solo di recente si prova nel nostro paese a porvi rimedio. Circa 6 milioni di donne in Italia hanno sperimentato nella loro vita violenza verbale, sessuale o fisica. Stando ai rapporti dell’ Istat queste violenze sono commesse sia all’interno che all’esterno delle mura domestiche, infatti, sebbene molti dei reati vengano commessi da partner o ex-partner, altrettanti sono opera di parenti, amici, conoscenti o anche sconosciuti. Per quanto riguarda le violenze domestiche, spesso coinvolgono le donne di origine rumena, ucraina e moldava, non ci sono molti dati sulle donne di religione islamica. Fortunatamente, sempre secondo i dati raccolti dall’Istat, tra il 2006 e il 2014 la situazione è migliorata: vi è stato un calo nelle percentuali di violenze fisiche, verbali e sessuali, vi è un forte aumento nella soddisfazione dei servizi offerti delle forze dell’ordine e associazioni, e, sono sempre molte di più le donne che hanno il coraggio di reagire e denunciare i propri persecutori e di allontanarsi volontariamente da loro. Continua a leggere

Anche il Piaget lotta per le donne

La redazione dell’Urlo di Teresa il 31 ottobre 2017 ha deciso che il tema principe per questo numero sarà la condizione femminile. Si partirà da una serie di interviste mirate con i rappresentanti delle altre scuole superiori della zona Don Bosco come l’Argan e il Piaget per intraprendere con loro un confronto e un dialogo riguardo questo tema e al suo sviluppo.

La figura della donna, in particolar modo nella letteratura, è stata esaltata con il passare del tempo, soprattutto per il suo animo puro e angelico come nel Dolce Stil Novo. Ma non manca di certo anche chi abbia riconosciuto la tenacia e l’importanza della donna e lottato contro quegli uomini stolti che hanno usato loro violenza, un esempio ci viene dato con una poesia di William Shakespeare che scrisse:

 Per tutte le violenze consumate su di lei,
per tutte le umiliazioni che ha subito,
per il suo corpo che avete sfruttato,
per la sua intelligenza che avete calpestato,
per l’ignoranza in cui l’avete lasciata,
per la libertà che le avete negato,
per la bocca che le avete tappato,
per le sue ali che avete tarpato,
per tutto questo:
in piedi, signori, davanti ad una Donna!”
 

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Quando un comportamento può definirsi violenza

La violenza si può definire come un atto contro un’altra persona con l’intenzione di provocargli una sofferenza o una ferita.

Non sempre però questa violenza genera una ferita visibile all’occhio umano. Spesso alcuni comportamenti, alcuni modi di fare, un accanimento contro un altro individuo generano ferite più profonde anche se invisibili.

Queste sono le violenze psicologiche: comportamenti che alcuni assumono consapevolmente o inconsapevolmente nei confronti di altri.

Il mobbing è uno di questi comportamenti, si ha soprattutto negli ambienti di lavoro dai colleghi o dai superiori. Spesso le vittime di questo tipo di violenza sono le donne che si vedono minacciare la perdita del posto di lavoro, a volte, anche se non sono disposte a sottostare a prestazioni sessuali. Ma ci sono anche uomini, caratterialmente più deboli di altri, che devono sottostare alle cattiverie di colleghi di stesso livello o più anziani, che per continuare a lavorare subiscono in silenzio le angherie e spesso cadono in forti depressioni che possono compromettere la loro serenità.

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LEGGI CONTRO IL FEMMINICIDIO IN ITALIA E ALL’ESTERO

FEMMINICIDIO: Qualsiasi forma di violenza esercitata sistematicamente sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale, allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne l’identità attraverso l’assoggettamento fisico o psicologico, fino alla schiavitù o alla morte.

Molti si chiedono perché è stata necessaria l’introduzione di una nuova parola, femminicidio, per un crimine che alla fine è “un omicidio come un altro”. Semplicemente perché non è un omicidio come un altro. Dietro alla catena ininterrotta di donne uccise in quanto donne c’è un grande movente che va portato allo scoperto, un nemico che si annida in ogni tipo di cultura e società: è l’atteggiamento culturale dominante che considera una moglie, compagna, fidanzata, figlia, sorella – insomma una donna –, come “qualcosa” da possedere e non “qualcuno” con pari diritti e dignità. Se la parola non vi piace, inventatevi un altro neologismo, troviamo insieme un termine più aggraziato e pertinente. Ma non facciamo finta che il dramma non esista.” – Serena Dandini

È stato approvato dal Senato il decreto legge contro il femminicidio, confermando il testo della Camera senza nessuna modifica. Il testo della legge è diviso in 4 parti, di cui solo la prima si occupa propriamente di femminicidio (anche se solo con 5 articoli su 11), e le altre si occupano principalmente di sicurezza e norme di prevenzione sociale.

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Riflessioni sul libro “Ragazzi Negri”

La questione afroamericana è sempre stata la spina nel fianco degli Stati Uniti d’America, il lato oscuro che ha accompagnato la crescita della più grande democrazia occidentale. Il popolo nero è stato sotto il giogo della schiavitù prima, della segregazione razziale poi, e ancora oggi subisce le conseguenze di una pesante discriminazione sociale ed economica.

La guerra di secessione si è combattuta a metà dell’Ottocento proprio intorno al tema della schiavitù e la vittoria degli stati del nord ha portato alla sua abolizione. Da allora è iniziato per la comunità afroamericana un lungo e faticoso percorso verso l’integrazione, che ha lascito molte vittime sul terreno e ha visto il suo momento più glorioso con il movimento per i diritti civili, guidato da Martin Luther King, negli anni ’60 del Novecento.

Tra le pagine del libro ‘Ragazzi Negri’ è possibile leggere le testimonianze dei teenagers di colore sulle discriminazioni razziali in America.

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