Categoria: attualità

L’Urlo di Teresa dalla parte delle Donne

Nel nuovo numero de L’Urlo di Teresa si è deciso di affrontare il tema della violenza maschile sulle donne tentando di analizzare tale fenomeno nei suoi diversi apetti: le leggi contro il femminicidio in Italia e all’estero, quando un comportamento può definirsi violenza, il femminismo e le sue autrici, la violenza di genere dentro e fuori le mura domestiche, l’inchiesta sul movimento Femen, un’intervista alle studentesse dell’Istituto Piaget, le donne protagoniste nel 1944 del ponte di ferro. Altri articoli su questo argomento usciranno a breve sul nostro blog.

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Liberate il giornalista Gabriele Del Grande!

«La Turchia è diventata la più grande prigione del mondo», scrive la ong “Reporter senza confini”. Oltre 150 giornalisti in carcere e migliaia licenziati da un giorno all’altro senza motivo. E senza speranza di essere mai assunti da nessun altro. Questa è la situazione in un paese, la Turchia di Erdogan, nel quale viene sistematicamente violata la libertà di espressione e di opinione. La redazione dell’Urlo di Teresa esprime la sua solidarietà al reporter italiano Gabriele Del Grande, trattenuto ingiustamente dalle autorità turche da Lunedì 10 Aprile, e si auspica che il suo rilascio avvenga il prima possibile.

No alla Guerra!!!

Gli avieri statunitensi delle Forze speciali, impegnati da mesi in una campagna di bombardamenti aerei in Afghanistan, hanno sganciato ieri un ordigno da undici tonnellate di esplosivo nel distretto di Achin, nella provincia orientale di Nangharhar al confine col Pakistan e considerata la base dello Stato Islamico nel paese.

La bomba GBU-43, nota anche come “Moab” (massive ordnance air blast bomb ma in gergo mother of all bombs) è la più grande bomba non nucleare mai sganciata. I primi test dell’ordigno sono del marzo e del novembre 2003 e, a parte i test, non si aveva mai avuto notizia di altri lanci.

La redazione dell’Urlo di Teresa condanna l’escalation dei conflitti armati a livello internazionale e ribadisce il suo no ad ogni tipo di guerra.

Molte etnie, molte culture

Le parole “multietnicità” e “multiculturalismo” vengono, al giorno d’oggi, usate e ripetute con frequenza. Spesso si fa ricorso ad esse non conoscendo a fondo il loro significato. Cosa si intende, dunque, con i termini “multietnicità” e “multiculturalismo”?

Con “multietnicità” viene indicata una situazione in cui convivono più gruppi etnici con diversi patrimoni culturali. L’antropologo e sociologo A. D. Smith, in particolare, individua sei elementi distintivi del concetto di etnicità: un nome, miti di discendenza, una storia, una cultura, il riferimento ad un luogo specifico e la solidarietà. La fonte dell’identità di un popolo è inoltre data dal cosiddetto “complesso mito-simbolico”, in cui il mito rappresenta la spiegazione dell’identità degli individui, mentre il simbolo svolge la funzione di separare il “noi” e il “loro”. Questo concetto di etnicità va tuttavia distinto da quello di nazione, in quanto essa, se pur basandosi su determinate “credenze di comunanza”, fa riferimento specificatamente ad un’organizzazione politica. Da questa concezione quindi le etnie vengono identificate come minoranze che condividono delle credenze, ma non possiedono uno stato. Oggi una società viene definita “multietnica” se, oltre ad essere composta da gruppi etnicamente diversi, i suoi membri riconoscono di possedere una propria cultura, preservando la propria identità. Quindi a partire da questo pensiero si può affermare che un gruppo etnico debba possedere un sentimento di autodefinizione, elemento fondamentale per la distinzione del gruppo.

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Le politiche sull’immigrazione di Donald Trump

L’8 novembre è stato eletto il nuovo Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Dopo il suo arrivo alla Casa Bianca, Trump ha deciso di proporre al Parlamento alcune leggi rendendole esecutive.

Una fra tutte: la costruzione del muro al confine del Messico, scelta questa maturata dalla “necessità” di intraprendere una “nuova politica” riguardante i permessi di soggiorno per le minoranze islamiche presenti in America.

Il muro al confine del Messico è già esistente, la sua costruzione è iniziata negli anni 90’ precisamente nel 1994 da Clinton (Bill)ed estesa nel 2006 con l’approvazione del Secure Fence Act, firmato da George W. Bush e votato anche da 25 senatori democratici, tra cui Barack Obama e Hillary Clinton.

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#365giornisenzaGiulio

16295246_1371204406243777_78546050_nLettera aperta agli studenti e le studentesse del Liceo.

Un anno fa spariva Giulio.

Dopo un anno il suo volto è un’icona. Il suo nome è un grido, una richiesta di veritá e giustizia. Al suo nome tutti associamo un colore, il giallo. Il colore della sciarpa di sua madre, Paola, che lo ha dovuto riconoscere dalla punta del naso, perchè il suo corpo è stato straziato da ore di sevizie. Il suo corpo presentava dozzine di fratture, tutte le dita spezzate, molti denti rotti, numerosi tagli e bruciature, l’osso del collo spezzato.

Il giallo è il colore della campagna di Amnesty a cui abbiamo aderito come liceo. Il colore dei braccialetti per Giulio indossati da Ken Loach al festival del cinema di Cannes. Perchè la storia di Giulio non è solo una storia italiana. Nelle ultime ore è stato reso pubblico un filmato in cui si capisce che Giulio è stato vittima di qualcosa di davvero molto piú grande di lui. Io ho una zia, e forse ce l’avete anche voi, che direbbe: “ ma se fosse stato a casa sua, se non fosse andato in un posto cosí diverso da casa sua, se si fosse impicciato di meno….sarebbe ancora vivo”.

Ma mia zia si sbaglia perchè dal primo giorno in cui ho iniziato a seguire questa vicenda io ho pensato che Giulio poteva essere uno di voi, un mio alunno, oppure uno dei miei figli. E a loro, e a voi ragazzi, io cerco di insegnare ad essere curiosi e ad amare la libertá. Credo che Paola abbia sempre spinto Giulio fuori dal suo paesino, Fiumicello, in provincia di Udine e la immagino cosí orgogliosa quando suo figlio dopo aver studiato negli Stati Uniti e poi in Inghilterra aveva vinto un dottorato di ricerca in un college dell’Università di Cambridge. Un ragazzo studioso, intelligente, colto, appassionato di Medio Oriente uno di quelli che non senza retorica viene definito “ la meglio gioventù”, un figlio nostro, uno come voi. 16237712_1371204439577107_1495657385_nE per voi, non solo per lui, che dobbiamo continuare ad indossare il giallo a fianco di Paola, a chiedere veritá e giustizia per Giulio. Per far capire a persone come mia zia che noi non abbiamo paura di uscire da casa nostra perchè “la nostra Patria è il mondo intero”.

Prof.ssa Georgia Conti