Categoria: poesia e letteratura

Concorso Letterario Roberto Scialabba

Anche la Redazione dell’Urlo di Teresa parteciperà alla 6° edizione del Concorso Letterario Roberto Scialabba e invita tutte le studentesse e gli studenti del Liceo Gullace a partecipare all’iniziativa. Di seguito il regolamento del Concorso.

Mandaci un racconto, una storia, una poesia, un fumetto, una vignetta. Contribuisci a mantenere viva la memoria. Rilancia i valori della democrazia, dell’impegno civile e dell’antifascismo.

Come partecipare al 6° Concorso Letterario Roberto Scialabba 2018

– Possono partecipare al Concorso tutte le persone a partire dall’età di 12 anni inviando un testo (racconto, poesia, vignetta, fumetto, articolo, saggio, ecc.) di una o al massimo 3 cartelle in formato PDF che tratti tematiche relative ai valori della democrazia, dell’impegno civile e dell’antifascismo, entro e non oltre le ore 14.00 di Domenica 25 Febbraio 2018 al seguente indirizzo mail: concorsoscialabba@libero.it, riportando le proprie generalità, l’anno di nascita, recapito telefonico e di posta elettronica. La partecipazione al concorso è gratuita.


La traccia del concorso

Ogni edizione del concorso è caratterizzata da una citazione o da un breve testo in modo da ispirare e segnalare un tema a chi partecipa al concorso.

Discorso dell’attore David Harbour alla premiazione come miglior cast in una serie drammatica, assegnato al cast di Stranger Things, nella 23° edizione degli Screen Actors Guild Awards 2017

“…E vorrei dire che, alla luce di tutto quello che sta succedendo nel mondo oggi è difficile celebrare la già celebrata “Stranger Things”. Ma questo premio da parte vostra, che prendete seriamente il vostro mestiere e che pensate sinceramente, come me, che una buona recitazione possa cambiare il mondo, è una chiamata alle armi da parte dei nostri colleghi e colleghe per andare più a fondo e lottare, attraverso la nostra arte, contro la paura, l’egocentrismo e l’esclusività della nostra cultura prevalentemente narcisista.

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Il femminismo e le sue autrici

Gia con Mary Wollstonecraft(1759-1797), la madre della celebre Mary Shelley, vi è una denuncia della condizione femminile nel suo libro “A Vindication of the Rights of Woman” nel quale l’autrice afferma che le donne condividono pari dignità con gli uomini e che la loro esclusione dall’istruzione le pone in uno stato di sottomissione nei confronti dell’uomo. Durante la prima ondata del femminismo con Virginia Wolf (1882-1941) si ha una critica più completa favorita dai primi movimenti femministi che con le loro suffragette si battevano per il diritto al voto delle donne. Da segnalare è anche Simone de Beauvoir con il suo libro “Il secondo sesso” durante la transizione tra il primo e il secondo femminismo.

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Recensione del libro “La parola contraria” di Erri De Luca

Uno dei più famosi lavori dello scrittore napoletano Erri De Luca, s’intitola “La parola contraria”, scritto con la volontà di poter esprimere liberamente la sua opinione sulla costruzione del TAV in Val di Susa. Per questo è stato anche accusato di istigazione a delinquere a causa delle sue  parole in difesa dei sabotaggi al cantiere del TAV.

Il libro, pubblicato dalla Feltrinelli, nonostante risulti molto sintetico nelle sue 62 pagine, coinvolge molto e sottolinea la convinzione e la fermezza dell’autore nel sostenere le sue idee. De Luca parte da George Orwell e l’ Omaggio alla Catalogna, egli afferma che proprio questo scrittore lo istigò a diventare anarchico, lo definisce come “il primo picchetto piantato di una mia tenda accampata fuori da ogni partito e parlamento”. Ma si ispira anche ad altre famose opere come I racconti di Kolyma di Shalamov per l’istigazione alla pazienza e alla resistenza, o ancora ai labirinti eruditi di Borges per l’invito a sporgersi sulla profondità delle mitologie. Per ultimo, ma non meno importante, a Pasolini “mi istigava a formarmi un’opinione in disaccordo con lui”.

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Recensione del libro “Omaggio alla Catalogna” di George Orwell

Eric Arthur Blair, vero nome di George Orwell nasce il 25 giugno 1903 a Motihari, nel Bengala. Il padre è di origine angloindiana ed è un funzionario statale. La sua è una famiglia borghese. Nel 1904 si trasferisce in Inghilterra nella contea dell’Oxforshire. Dopo essere uscito dal college con una borsa di studio, decide di seguire le orme del padre. Si arruola nel 1922 nella polizia imperiale indiana a Mandalay, in Birmania. Successivamente si dimette e si reca a Parigi. Per svolgere l’attività di scrittore alterna quella di commesso di libreria e di insegnante. Nel 1945 muore la moglie, così decide di stabilirsi con il figlio in una delle isole Ebridi, Jura. Si sposa una seconda volta ma, muore a Londra il 21 gennaio 1950 di tisi. Le opere più “famose” di Orwell sono: omaggio alla Catalogna (1938), La fattoria degli animali(1945) e 1984(1949). Omaggio alla Catalogna è “l’intimo” racconto di George Orwell, durante la guerra civile spagnola. Giunto a Barcellona nel dicembre 1936 per svolgere l’attività di scrittore, fu colpito dalla particolare situazione rivoluzionaria dove, la città appariva completamente nelle mani dei lavoratori.

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5° Concorso Letterario Roberto Scialabba

Mandaci un racconto, una storia, una poesia, un fumetto, una vignetta. Contribuisci a mantenere viva la memoria. Rilancia i valori della democrazia, dell’impegno civile e dell’antifascismo.

loc-rob5Il silenzio, dicono, è la voce della complicità.
Il silenzio urla.
Il silenzio è il nostro messaggio,
Così come il fare nulla è un’azione.

Gridate a voce alta chi siete
in ogni parola e in ogni atto.
Sì, diventate quello che siete.
Non potete schivare il vostro essere
o la vostra responsabilità.

Voi siete le vostre azioni.
Voi siete il risultato delle vostre azioni.
Diventate il vostro messaggio.

LEONARD PELTIER, attivista statunitense per i diritti dei nativi americani.

Come partecipare al 5° Concorso Letterario Roberto Scialabba 2017

– Possono partecipare al Concorso tutte le persone a partire dall’età di 12 anni inviando un testo (racconto, poesia, vignetta, fumetto, articolo, saggio, ecc.) di una o al massimo 3 cartelle in formato PDF che tratti tematiche relative ai valori della democrazia, dell’impegno civile e dell’antifascismo, entro e non oltre le ore 14.00 di Domenica 26 Febbraio 2017 al seguente indirizzo mail: concorsoscialabba@libero.it, riportando le proprie generalità, l’anno di nascita, recapito telefonico e di posta elettronica.

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Chi era il linguista Tullio De Mauro?

tullioLinguista e filosofo del linguaggio, nato a Torre Annunziata, Napoli, il 31 marzo 1932. Allievo di A. Pagliaro, ha insegnato nelle università di Napoli, Chieti, Palermo e Salerno. Dal 1974 è ordinario di Filosofia del linguaggio all’università di Roma ”La Sapienza”. Tra i fondatori della Società di linguistica italiana, ne è stato presidente dal 1969 al 1973. Dopo i primi contributi nel campo dell’indoeuropeistica, si è dedicato alla linguistica generale, fra l’altro con un ampio commento storico-interpretativo a F. de Saussure, Cours de linguistiquegénérale, poi tradotto in varie lingue, e con numerosi studi di semantica teorica e storica. In questo settore ha inteso raccordare la ricerca linguistica a presupposti di ordine semiotico, provvedendo una classificazione tipologica dei codici e un’originale concezione delle peculiarità delle lingue storico-naturali.

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COME SCRIVERE BENE

ecoooCon questo articolo di Umberto Eco tratto da La bustina di Minerva, oltre a rendere omaggio al grande intellettuale italiano scomparso di recente, possiamo apprendere principi e suggerimenti su come scrivere bene un racconto o un articolo di giornale. Buona lettura.

1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.

2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.

3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.

4. Esprimiti siccome ti nutri.

5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.

6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.

7. Stai attento a non fare. . . indigestione di puntini di sospensione.

8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.

9. Non generalizzare mai.

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